Coldiretti Nord Sardegna: “Il vento di domenica scorsa ha mandato ko i vigneti”

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10 mag 2019

Battista Cualbu: “Ancora più urgente che accelerare la liquidazione dei fondi stanziati per le calamità naturali del 2017”

Di: Antonio Caria

Purtroppo il maltempo dei giorni scorsi ha causato danni importanti alle aziende agricole e altri ne potrebbero emergere anche nei prossimi giorni.

Per quanto riguarda il settore apistico, Coldiretti Nord Sardegna fa sapere che sti stanno registrando perdite che vanno dal 30 per cento con punte del 70 dovuto ad un aprile – maggio autunnale ma anche alle forti incursioni di vento che stanno caratterizzando il 2019 e la siccità dei mesi di gennaio – febbraio, ad essere colpita dal forte vento dello scorso fine settimana è soprattutto la viticoltura.

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A questo proposito la stessa Coldiretti Nord Sardegna sta raccogliendo le segnalazioni dei propri soci e si è già attivata inviando delle lettere ai Comuni interessati per attivare le procedure per la richiesta di calamità naturale.

“Purtroppo – viene specificato – stanno arrivando segnalazioni da tutto il territorio del Nord Sardegna, dal Sassarese alla Gallura, territorio in cui sono presenti circa 7800 ettari, la provincia con più superficie vitata dopo quella di Cagliari. Ed i maggiori danni si segnalano da Alghero, dove si trova la maggiore superficie coltivata a vite della Sardegna, con circa 1250 ettari”.

Il vento di domenica scorsa, che ha interessato tutto la Sardegna, ha causato danni rilevanti per i vigneti in tutto il Nord Sardegna. Infatti, dalle verifiche effettuate dai tecnici della cantina Santa Maria La Palma di Alghero, con soci anche nei Comuni Sassari, Olmedo, Usini, Uri e Ittiri, sono emersi danni generalizzati sul 100% della superficie vitata.

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“L’elevata intensità di vento ricco di aerosol marino – ha rimarcato il presidente della cantina Mario Peretto – ha prodotto ingenti danni ai vigneti. In particolare il vento e il deposito salino hanno causato allessatura e necrosi totale o parziale delle infiorescenze e dei germogli e il disseccamento generalizzato delle foglie. La gravità del danno è peggiorata dalla fase fenologica in cui si trovavano le piante, ovvero con le infiorescenze separate su germogli con la 5° e 7° foglia aperta”.

Le verifiche effettuate dai tecnici della Cantina hanno evidenziato danni generalizzati sul 100% delle superfici vitate, con intensità variabili di danno che per la maggior parte delle superfici supera il 50% con punte del 90/100% nei vigneti più colpiti.

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“L’entità dei danni rilevanti per diffusione e intensità –ha aggiunto Peretto - sono tali da compromettere la campagna agraria delle singole aziende interessate e costituiscono motivo di grande preoccupazione anche per l’attività produttiva e commerciale della cantina”.

Parecchi danni anche sull’altro versante, in Gallura. “Una parte è già visibile – queste le parole del presidente di Coldiretti Olbia Alessandro Mancini - mentre bisognerà aspettare qualche giorno per vedere il comportamento del grappolo”.

“Non c’è settore che non sia stato colpito pesantemente dalle bizze climatiche – così il presidente di Coldiretti Nord Sardegna Battista Cualbu -. Un clima stravolto dove a prevalere sono gli estremismi, siccità o troppa e violenta pioggia, fortissime folate di vento, grandinate e gelate fuori stagione. C’è di tutto e ovviamente chi ne paga immediatamente e maggiormente le conseguenze è l’agricoltura. Per questo è ancora più urgente che accelerare la liquidazione dei fondi stanziati per le calamità naturali del 2017, che a due anni dall’evento non sono ancora arrivati nelle tasche delle imprese agricole”.

“I nostri uffici stanno raccogliendo le segnalazioni delle aziende – ha specificato il direttore di Coldiretti Nord Sardegna Ermanno Mazzetti -. Già ieri però abbiamo inviato le lettere ad alcuni Comuni dove presentiamo i danni causati soprattutto dal vento di domenica scorsa invitandoli ad attivarsi per la richiesta delle calamità naturale, visto che i danni, soprattutto per la viticoltura, sono ingenti ed in alcuni casi hanno compromesso l’annata”.

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